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Sieronegativo senza farmaci

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Il primo uomo da Sieroposivo a Sieronegativo senza farmaci!!

Ecco l'articolo pubblicato dal Corriere della Sera La vicenda sul settimanale inglese "News of the world" Era sieropositivo, è guarito senza farmaci

Primo caso al mondo di guarigione spontanea: un inglese avrebbe sconfitto da solo il virus dell'Aids. Scettico l'immunologo Aiuti S LONDRA - La notizia è di quelle che accendono la speranza di milioni di malati. Un britannico di 25 anni, residente vicino a Glasgow, che nel 2002 era stato dichiarato sieropositivo avrebbe sconfitto spontaneamente il virus dell'Aids.

 

Sarebbe il primo caso al mondo. Lo scrive oggi il settimanale inglese News of the world che ricostruisce la vicenda di Andrew Stimpson. Perplessità dal mondo scientifico. «Sono molto scettico» ha commentato Fernando Aiuti, presidente dell'Anlaids. «Fino a quando la notizia non verrà pubblicata da una rivista scientifica e fino a quando l'evento non verrà confermato da un altro gruppo di ricerca, bisogna essere dubbiosi. Dall'inizio dell'epidemia e da quando è disponibile un test non si è mai verificato un caso di una persona sieropositiva diventata sieronegativa, salvo rarissimi casi di bambini, figli di madre sieropositiva» ha spiegato l'immunologo. Nell'agosto del 2002 il giovane si era sottoposto a test che avevano rivelato la sua sieropositività. Una nuova serie di esami, effettuata 14 mesi più tardi, ha mostrato che il virus Hiv dell'Aids era completamente sparito da suo organismo, nonostante egli non avesse preso alcuna medicina.

 

Un risultato che ha lasciato increduli i medici del giovane che hanno ripetuto i test più volte. Dopo quella prima serie di analisi i medici hanno avuto la certezza che si trattasse davvero di una guarigione naturale. Anche perché hanno escluso qualsiasi scambio di campioni o confusione di cartelle cliniche, come invece è avvenuto in due precedenti casi di presunta guarigione spontanea, nei quali è stato impossibile provare che i test positivi e negativi provenissero dalla stessa persona. Il mese scorso il giovane ha ricevuto una lettera dell'ospedale che lo informava che, dopo i test sul Dna, i campioni di sangue erano i suoi in entrambi i casi. Ora Stimpson, un venditore di panini omosessuale che aveva sospeso ogni rapporto con il suo compagno di 44 anni anch'egli sieropositivo, ha accettato di diventare un soggetto da studiare per aiutare i ricercatori a trovare un modo di lottare contro il virus. Il giovane si era sottoposto a esami nel maggio del 2002, che sulle prime erano risultati negativi, perché si sentiva debole e febbricitante. Tre mesi più tardi, lasso di tempo normale perché il virus potesse apparire nel sangue, i test avevano mostrato che l'uomo era sieropositivo. In seguito a questo, poiché si trattava di un primo stadio della malattia, i medici non avevano prescritto a Stimpson alcuna medicina che il giovane non ha comunque mai preso, nemmeno in seguito. Nell'ottobre del 2003 Stimpson è stato sottoposto a nuovi esami perché i medici avevano riscontrato segni di un miglioramento; è stato allora che, ai sanitari sorpresi, è apparso il risultato più confortante: non c'era più traccia del virus nel sangue

 


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