CANCRO

Le cellule cancerose appaiono come cellule immature che si dividono costantemente, non adempiono le loro funzioni naturali e invadono il tessuto circostante.

Queste cellule privano le cellule normali vicine dei loro elementi nutritivi essenziali, causando un grave esaurimento nel paziente affetto da cancro. Le cellule cancerose sono in grado di spostarsi e impiantarsi in qualsiasi parte dell’organismo causando crescite abnormi o tumori. Il cancro viene diviso a seconda del tipo di tessuto da cui nasce.

L’importanza di una diagnosi precoce nel trattamento del cancro è fondamentale. E’ l’unica possibilità di curare questa malattia con risultati positivi. Attualmente si ritiene che il cancro all’intestino inizi il suo decorso anche 20 anni prima di diventare una malattia conclamata ed essere notato. E’ importantissimo fare i test che permettono di scoprirlo. Si dovrebbe essere sempre attenti ai sette sintomi premonitori segnalati dalla American Cancer Society: sanguinamento o secrezioni insolite, comparsa di protuberanze o gonfiori, tosse rauca, difficoltà nel deglutire e nel digerire, cambiamenti nelle abitudini intestinali o della vescica, cicatrizzazione lenta, modificazione di una verruca o di un neo. Esistono dei kit che permettono di effettuare da soli un’analisi per il tumore all’intestino. I sintomi e la loro gravità variano in relazione al tipo e alla localizzazione del cancro.

E’ stato scoperto che l’obesità femminile è un fattore che aumenta il rischio di tumore uterino, cervicale, mammario e alla cistifellea. I grassi influenzano gli ormoni femminili stimolando la divisione cellulare che a sua volta dà inizio al processo cancerogeno. Negli uomini l’obesità aumenta il rischio di tumore colorettale. E’ stato riportato che gli uomini che si sono sottoposti a vasectomia hanno tre volte più possibilità di ammalarsi di tumore alla prostata.
Nel trattamento delle escrescenze cancerose e dei tumori sono stati usati la chirurgia, le radiazioni e alcuni farmaci. Le operazioni chirurgiche rimuovono la neoplasia originale e quelle secondarie. I farmaci, benché non siano in grado di curare completamente il cancro, vengono usati per ridurre la neoplasia o per ritardare l’apparizione di escrescenze secondarie. Le radiazioni vengono spesso usate per distruggere le cellule cancerose e per impedirne la diffusione.
Le sostanze nutritive possono essere d’aiuto. Gli effetti collaterali provocati dalla terapia ai raggi e dalla chemioterapia, come il vomito e la diarrea, possono essere diminuiti o evitati con le vitamine C, E e il complesso B. La vitamina E dovrebbe essere assunta prima dei pasti. E’ importante iniziare l’assunzione di queste vitamine alcuni giorni prima dell’inizio del trattamento. Lo stress psicologico del cancro aumenta notevolmente il fabbisogno di vitamina C e di vitamine del complesso B. Per assicurare un immediato assorbimento nel sangue, le vitamine, se possibile, dovrebbero essere somministrate sotto forma di iniezioni.

I raggi X e i trattamenti con altri raggi indeboliscono il sistema immunitario e distruggono le vitamine A, C, E, K, B e gli acidi grassi insaturi: grandi quantità di vitamina E proteggono la vitamina A e gli acidi grassi insaturi. Nel corso della distruzione del tessuto maligno vi è la creazione di sottoprodotti dannosi. Il fegato è in grado di neutralizzare queste sostanze se sono presenti quantità sufficienti di vitamina C, E, proteine e l’aminoacido metionina. La vitamina E può prevenire le bruciature dalle radiazioni, dare sollievo al dolore e ridurre le cicatrici.
Negli animali si sviluppano tumori spontanei, soprattutto della tiroide, dovuti ad alimentazione carente di iodio. La carenza di iodio è legata anche al cancro del seno nella donna. Si ritiene che la carenza di ferro esponga i malati della sindrome di Plummer-Vinson (un disturbo che colpisce le donne di mezza età caratterizzato da spaccature intorno alla bocca e ulcere alla lingua e all’esofago) ad un maggior rischio di tumore all’esofago e allo stomaco. Una carenza di zinco può portare al tumore alla prostata, all’esofago e al carcinoma broncogeno. I danni al fegato di qualsiasi tipo, aumentano la predisposizione al cancro.

Le ricerche eseguite sugli animali hanno mostrato che le vitamine A, C, E, B3 e B6 inibiscono la crescita delle cellule tumorali stimolando il sistema immunitario del corpo ed eliminando i radicali liberi. I lipotropi proteggono le cellule impedendo loro di trasformarsi in cellule cancerose. Anche il SOD (superossido dismutasi) distrugge i radicali liberi. I radicali liberi sono sostanze chimiche prodotte dal corpo quando viene esposto a radiazioni, contaminanti alimentari, grassi rancidi e inquinamento atmosferico. Questi danneggiano parti della cellula umana, sopratutto DNA e RNA, che dirigono in parte le azioni di ogni cellula. Quando questo processo viene disturbato, può svilupparsi il cancro. Anche le seguenti sostanze possono avere un effetto protettivo. L’aminoacido L-arginina inibisce lo sviluppo dei tumori. E’ stato scoperto che la vitamina K protegge contro gli effetti di alcune sostanze cancerogene. L’acido folico in grandi quantità, è stato usato nel trattamento di cellule cervicali precancerose e (insieme alla vitamina B12) di cellule bronchiali precancerose nei fumatori. L’acido folico per via orale previene la rottura dei cromosomi legati al manifestarsi di tumori diminuendo il rischio di tumore. Mantenere la flora intestinale in buono stato, con quantità generose di yogurt e acidophilus, può aiutare a prevenire il cancro.
E’ stato scoperto che il calcio insieme alla vitamina D ha un effetto preventivo in individui normali o ad alto rischio (quelli che in famiglia hanno casi di tumore colorettale). Il germanio svolge un’attività anticancro insieme al sistema immunitario. E’ importante consumare alimenti ricchi di oligoelementi per prevenire l’invasione delle sostanze cancerogene. I terreni arricchiti di molibdeno proteggono dal cancro all’esofago. Anche la vitamina B2 (riboflavina) protegge da questo tipo di tumore. Il selenio insieme allo iodio svolge un ruolo protettivo nei confronti di diversi tipi di tumore. Dosi supplementari di rame somministrate ad animali di laboratorio hanno ritardato in modo significativo lo sviluppo del cancro.

La timosina, un gruppo di ormoni, può rimpicciolire i tumori. Anche il DMSO (dimetilsolfossido) può essere d’aiuto nel trattamento di alcuni tumori. Si spera che una delle più promettenti scoperte in ambito tumorale, il DHEA, possa un giorno non solo prevenire il cancro ma anche curarlo. Questa sostanza è prodotta dalle ghiandole surrenali ed è da essa che derivano tutti gli altri ormoni che partecipano al funzionamento dell’organismo. Il fattore di trasferimento, ossia l’estrazione di cellule sane da un donatore sano impiantate nell’organismo di una persona malata, si è mostrato efficace in combinazione con altre terapie. Ci sono prove che l’aspirina possa essere efficace nel trattamento di alcune forme tumorali. Bisognerebbe evitare di assumere integratori di ferro perché tendono ad inibire le capacità anti cancro dei macrofagi e l’attività delle cellule T ed E.
Si raccomanda una dieta a basso contenuto di grassi, soprattutto di grassi saturi (20% del fabbisogno energetico quotidiano) e un aumento dei carboidrati (65% delle calorie). Bisognerebbe evitare o limitare la caffeina e limitare l’assunzione di alcolici a 3 o 5 volte alla settimana.

Una buona dieta anti-cancro è interessante non solo per i malati ma anche per chi vuole prevenire la malattia. E’ essenziale privilegiare tutti gli alimenti integrali e non raffinati evitando attentamente gli alimenti industriali. Un consumo eccessivo di grassi incoraggia lo sviluppo di cellule cancerose. Le carni rosse e i derivati del latte dovrebbero essere consumati con estrema moderazione, mentre si consiglia di aumentare il consumo di verdure crocifere come i cavolini di Bruxelles e i broccoli. Sono necessarie anche le verdure a foglia verde e la frutta e la verdura di colore arancio scuro.
L’uso dell’olio di pesce ha rallentato la progressione del tumore al seno. Si consiglia di consumare due o tre volte alla settimana pesce grasso cotto alla griglia. Anche lo yogurt e i prodotti a base di soia, come il tofu, possono rallentare lo sviluppo di tumori. Sono consigliati anche i succhi di frutta di colore scuro e le combinazioni con succhi di verdura come carote, bietole, cavoli e asparagi. Gli alimenti ricchi di potassio come i cereali integrali, la frutta secca, i legumi e i semi di girasole contengono altre sostanze che aiutano a combattere il tumore (Le persone che soffrono di insufficienza renale non dovrebbero prendere il potassio o consumare quantità eccessive di alimenti che lo contengono).
Le mandorle sono ricche di laetrile, una sostanza ritenuta (anche se non ci sono conferme ufficiali) anticancerogena. Le diete vegetariane e quelle macrobiotiche sono benefiche. E’ consigliabile sostituire il sale con il kelp, usare le melasse o il succo d’acero per dolcificare gli alimenti e la farina integrale invece di quella bianca. Si raccomanda di bere solo acqua filtrata.

Gli oli rancidi o scaldati più volte sono cancerogeni. Bisogna cercare di consumare oli che hanno un buon equilibrio di acidi grassi omega 3 e omega 6. Oltre all’olio di pesce, l’olio di lino contiene tre volte più omega 3 e può essere mischiato con altri oli ricchi di omega 6, come l’olio di mais e di cartamo, per raggiungere un buon equilibrio. L’olio di colza ha un buon equilibrio dei due acidi grassi. E’ consigliabile evitare alimenti affumicati, sottaceto o conservati con nitrati.
Si ritiene che gli alimenti cotti sul barbecue che vengono bruciacchiati possano scatenare reazioni cancerogene nell’organismo. E’ ormai provato che le persone che fumano o bevono hanno una maggiore incidenza del cancro. L’acetaldeide, una sostanza chimica, presente nel fumo delle sigarette e prodotta nel fegato a partire dall’alcool, è cancerogena e produttrice di radicali liberi. E’ anche responsabile della distruzione della cisteina, una sostanza antiossidante.
Le erbe e le altre sostanze naturali possono essere d’aiuto. L’astragalo, combatte gli effetti collaterali delle terapie antitumorali, incluse le radiazioni. Il polline inibisce il cancro. La fucoidina contenuta nelle alghe marine è attiva come sostanza anticancro. Un’alga chiamata spirulina contiene beta-carotene e altre sostanze naturali anticancro. La cipolla e l’aglio (entrambi contengono bioflavonoidi) sono conosciuti come alimenti anticancerogeni. La bardana e il fo-ti sono utilizzati in Cina per curare varie forme di tumori.

La “larrea divaricata” ha effetti antiossidanti. Anche il centonchio, ricco di vitamina C può essere d’aiuto. L’echinacea distrugge le cellule cancerose perché contiene macrofagi che stimolano il sistema immunitario. I Wobe-Mugos (enzimi dell’ananas e del pancreas) hanno proprietà anti-cancro. Il ginseng viene usato nella cura del cancro. L’idraste contiene solfato di berberina, una sostanza anti cancro. Vengono usate anche la consolida (sotto forma di impacchi), l’equiseto, l’infusione di Jason Winter, l’ortica, la carnivora, la suma, il rafano nero, il pau d’arco (anche sotto forma di impacchi), il tarassaco e la liquirizia.
Per il trattamento dei tumori sono state usate anche senecione e camedrio (impacchi), i germogli di grano e d’orzo, e la chinina. Il vischio bianco stimola il sistema immunitario e inibisce lo sviluppo del tumore. Gli estratti dei funghi shiitake e rei-shi hanno proprietà anti tumorali. La spirulina ricca di beta-carotene e altre sostanze naturali è una sostanza anti-cancro.

Le sostanze nutritive e gli altri elementi naturali possono rappresentare un aiuto. Sono consigliati i clisteri per tenere il colon libero da sostanze che potrebbero altrimenti diventare tossiche. Si consiglia anche di evitare le radiazioni sia quelle provenienti dal forno a microonde che i raggi X, e di sedersi ad una distanza di almeno 2 metri dal televisore. Le pentole usate per cucinare dovrebbero essere di vetro o ricoperte di ceramica. L’esposizione a sostanze chimiche come la pittura fresca, gli spray, i detersivi e i pesticidi favorisce la formazione di radicali liberi; il corpo spreca energie combattendo le sostanze tossiche invece di combattere il cancro.
L’attività fisica è importante. L’inattività è legata al cancro. Gli studi mostrano che le persone fisicamente attive hanno una minore incidenza di tumori rispetto a quelle che non praticano un’attività fisica regolarmente (vedi la Parte II).
Per il malato di cancro in fase terminale, il fabbisogno specifico di cibo dipende dal punto in cui si trova il tumore. Di solito comunque si consiglia una dieta ad alto tenore proteico e calorico per sostenere e riparare le cellule normali. Il ferro (quello di tipo eme contenuto negli alimenti) è essenziale nella dieta per prevenire l’anemia, che è frequentemente una complicazione del cancro.

 

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Si può guarire dal cancro in fase terminale?

Malato terminale salvo grazie agli omega-3? Il caso D.H. fa rumore

La comunità scientifica è scossa dal caso di un malato terminale statunitense affetto da istiocitoma fibroso maligno con lesioni multiple in entrambi i polmoni che senza intervento chirurgico né chemioterapia (i suoi medici curanti lo avevano dato per spacciato), ma solo con dosi elevate di acidi grassi omega-3 introdotti nella sua dieta grazie all'olio di pesce, ha avuto un lento ma marcato miglioramento. Il paziente è tuttora asintomatico dopo 5 anni di trattamento e le TAC hanno determinato una riduzione delle masse tumorali del 90 per cento. Pur con la dovuta cautela, il caso del signor D.H. sta sollevando il più vivo interesse degli scienziati.

L’uomo, un 78enne di Reno, in Nevada, era un vicino di casa di Ronald S. Pardini, professore di Biochimica e direttore associato della Nevada Agricultural Experiment Station presso l’University of Nevada. Una volta ricevuta la terribile diagnosi, l’uomo si è rivolto a Pardini, autore in passato di ricerche che avevano dimostrato che l’assunzione di acidi grassi omega-3 diminuiva significativamente la crescita delle cellule tumorali mammarie, ovariche, pancreatiche, del colon e della prostata in topi di laboratorio. 

“Nel 2000 al signor D.H. sono stati diagnosticati solo pochi mesi di vita”, spiega Pardini. “Ma cinque anni dopo D.H. è ancora vivo e ha persino guadagnato peso”. Il signor D.H., invece che a un intervento chirurgico o a un ciclo di chemioterapia, è stato sottoposto ad un intervento nutrizionale teso ad incrementare drasticamente l’assunzione di acidi grassi omega-3 mediante il consumo di olio di pesce e a diminuire viceversa l’assunzione di omega-6.

“Abbiamo stimato un consumo quotidiano per D.H. di 15 grammi di acido eicosapentenoico omega-3 (EPA) e di acido docosaesaneoico (DHA) al giorno, e la percentuale di acido linoleico/omega-3 nella sua dieta era di 0,81”, spiega Pardini. “Nei 5 anni finora trascorsi una serie di TAC e radiografie polmonari hanno registrato una lenta ma costante diminuzione in numero e dimensioni dei noduli bilaterali. Il signor D.H. non ha denunciato effetti collaterali particolari dovuti al grande consumo di olio di pesce ed è rimasto asintomatico”.

Fonte: Pardini RS, Wilson D Schiff S et al. Nutritional Intervention With Omega-3 Fatty Acids in a Case of Malignant Fibrous Histiocytoma of the Lungs. Nutrition and Cancer 2005; 52(2): 121-9. doi:10.1207/s15327914nc5202_2.

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