GLI ISOFLAVONI DELLA SOIA RISULTANO CORRELATI CON UNA RIDUZIONE DELLE PATOLOGIE PROSTATICHE  

 

TRE-EN-EN - 120 capsule

Oltre mezzo milione di nuovi casi di tumore alla prostata vengono diagnosticati ogni anno in tutto il mondo, e il tumore è all’origine di oltre 200.000 morti.
Ancora più preoccupante è il fatto che l’incidenza di questa patologia è notevolmente aumentata nel corso degli ultimi 15 anni.
Gli uomini a rischio più elevato possono però godere dei benefici derivanti da un incremento dell’assunzione di soia e degli isoflavoni in essa contenuti: è ciò che suggerisce uno studio recentemente pubblicato dall’Università del Minnesota. Questa nuova dimostrazione delle funzioni protettive della soia, pubblicata dal Journal of Nutrition (vol. 137, pp. 1974-1979) si aggiunge a studi precedenti che avevano evidenziato una correlazione inversa tra maggiori quantità di isoflavoni assuntidall’alimentazione e il tasso di incidenza del tumore alla prostata negli uomini giapponesi.
Questa nuova ricerca ha approfondito le potenzialità degli isoflavoni della soia nel favorire l’eliminazione di un composto estrogenato (l’estradiol-E2 urinario) e abbassare la sua concentrazione rispetto a un altro composto (6-idrossiestrone- 2:16 OH-E1) che invece ha effetti benefici. Sembra, infatti, che proprio alcuni metaboliti degli estrogeni siano all’origine di tumori correlati con gli ormoni.
Al contrario, secondo le informazioni raccolte nel corso di questo nuovo studio, l’integrazione con prodotti a base di soia sembra aumentare la presenza di 2:16 OH-E1 nelle donne. Fino ad oggi, però, non c’erano studi che dimostrassero effetti analoghi nell’uomo.
Il direttore della ricerca, prof. Jill Hamilton, ha reclutato 58 volontari, tutti uomini ad alto rischio di sviluppare un tumore alla prostata, e ha integrato la loro alimentazione con elementi isolati dalle proteine della soia e del latte. “L’aumento dell’E2-urinario e del rapporto 2:16 OH-E1/E2 è stato osservato negli individui che hanno assunto la proteina di soia conferma studi precedenti condotti sulle donne in menopausa e sembrano indicare che un maggiore consumo di soia possa arrecare un beneficio anche negli uomini con alto rischio di sviluppare il tumore alla prostata, in virtù degli effetti sul metabolismo degli estrogeni”, hanno concluso i ricercatori. Un nuovo studio giapponese, inoltre, pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology Biomarkers & Prevention (Vol. 16, pp. 538-545), ipotizza che l’aumento nell’assunzione di isoflavoni della soia possa ridurre il rischio di contrarre un tumore della prostata del 58%!
Questo studio epidemiologico ha preso in esame 200 uomini giapponesi con il tumore alla prostata a diversi stadi di avanzamento, mettendo a confronto il loro regime alimentare con quello di 200 uomini sani.
E’ stato preso in esame il quantitativo assunto per ben 12 alimenti: tofu (formaggio di soia), natto (germogli di soia fermentati), miso (zuppa di pasta di soia), impasto di fagioli, fagioli fritti, fagioli fritti con verdure, farina di soia, fagioli secchi, latte di soia, salsa di soia, soia verde, germogli di soia.
I ricercatori hanno così individuato nell’aumento di consumo degli isoflavoni della soia un fattore di diminuzione del rischio di tumore alla prostata.
Nella popolazione con il maggior consumo di soia (89,9 mg/giorno) si è infatti riscontrata una incidenza inferiore del 58% rispetto a quella con il consumo inferiore (meno di 30,5 mg/giorno).
Gli elementi nutrizionali benefici contenuti nella soia svolgono da molto tempo un ruolo cruciale negli integratori GNLD.
Gli isoflavoni sono elementi nutrizionali presenti in molti dei nostri prodotti già da molti anni.
L’utilizzazione di proteine della soia come fonte di proteine in aggiunta a quelle del latte ha rappresentato per la GNLD una strategia-chiave per far sì che i nostri integratori di proteine apportino una grande varietà di elementi nutrizionali.
Il nostro tre en en è l’esempio più recente di questa strategia vincente.

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